Non stai improvvisando un altro video ad sperando che funzioni. Stai progettando ogni scena prima ancora di generarla — e solo dopo lasci che il workflow la esegua.
Cos'è il workflow
Il workflow gira interamente dentro Higgsfield Canvas e collega tre modelli in un'unica pipeline già montata: Claude, che ragiona su brief e storyboard, GPT Image 2.0, che trasforma il testo in una griglia visiva, e Seedance 2.0, che anima tutto nel video finale.
Gli unici due input che devi fornire sono l'immagine del prodotto e il Creative Brief. Il resto — analisi, storyboard scena per scena, render visivo, video cinematografico — lo esegue il Canvas da solo, nodo dopo nodo.
Non stai più generando video a caso. Stai progettando ogni frame — e poi lo esegui.
Cosa ti serve prima di iniziare
- L'immagine del tuo prodotto — un packshot pulito, preferibilmente su sfondo neutro o trasparente.
- Il Creative Brief — si genera in circa 2 minuti con un prompt pronto da incollare su Claude.ai.
- Un account Higgsfield con crediti attivi per GPT Image 2.0 e Seedance 2.0.
Come funziona il Canvas: i 6 nodi
Il Canvas è composto da 6 nodi già collegati tra loro. Una volta inseriti i due input nei primi due nodi, il workflow gira in automatico fino al video finale. I nodi intermedi sono già configurati con prompt professionali ottimizzati per output cinematografico — puoi personalizzarli, ma così come sono producono già un risultato di alta qualità dal primo run.
A supporto della griglia c'è anche un nodo STORYBOARD FORMAT REFERENCE, il template di layout usato come base visiva. Il sesto e ultimo nodo è il CINEMATIC VIDEO GENERATOR: Seedance 2.0 riceve insieme la griglia dello storyboard, il testo cinematografico delle scene e il packshot del prodotto — e non interpreta, esegue. Il risultato è un video verticale 9:16 di 12-15 secondi, con continuità di movimento tra le scene e il prodotto coerente in ogni frame.
Step 1 — L'immagine del prodotto
Nel nodo PRODUCT IMAGE carichi il packshot del tuo prodotto. Perché il resto del workflow funzioni bene, servono tre cose: sfondo bianco, nero o trasparente, prodotto ben leggibile — label, colori e proporzioni chiari — e risoluzione alta, almeno 1000px sul lato lungo.
Il "Visual Truth Lock"
Questo nodo è il punto fermo di tutto il workflow. Seedance 2.0 usa il packshot come reference fisso per mantenere il prodotto identico in ogni frame del video finale. Più il packshot è pulito, più il prodotto resta coerente nell'output.
Nel playbook trovi anche come duplicare il nodo per usare più immagini di prodotto nello stesso workflow, collegandole agli stessi nodi a valle.
Step 2 — Il Creative Brief con Claude
Il BRIEF è l'unico input testuale richiesto dal workflow: descrive prodotto, target, mood e concept del video. Il playbook include il prompt esatto da copiare e incollare su Claude.ai (o ChatGPT) — Claude ti fa alcune domande veloci sul prodotto, oppure analizza direttamente la pagina web se gliela fornisci, e ti restituisce il brief già formattato e pronto da incollare nel Canvas.
Cosa contiene il brief finale
Prodotto e positioning · target audience · contesto d'uso · mood & tone · elementi visivi chiave · note sensoriali · arco emotivo desiderato · tagline finale. Otto blocchi, generati in circa 2 minuti.
Come eseguire il workflow
Dopo aver caricato il packshot nel nodo PRODUCT IMAGE e incollato il brief nel nodo BRIEF, hai due modi per procedere:
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Opzione A — Tutto in un colpo
Selezioni l'intero flusso e lanci "Run Pipeline": tutti i nodi eseguono in sequenza fino al video finale, senza dover controllare i passaggi intermedi.
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Opzione B — Un nodo alla volta
Esegui ogni nodo singolarmente e controlli l'output prima di procedere al successivo. Se qualcosa non convince, rigeneri lo stesso nodo o torni indietro a modificare brief o istruzioni.
Perché questo approccio è diverso
L'approccio standard è prompt → genera → spera, con il rischio che il prodotto risulti inconsistente da una scena all'altra e che le iterazioni si accumulino direttamente sui crediti video. Questo workflow inverte la logica: progetta, blocca, esegui. Il packshot è locked fin dall'inizio, e lo storyboard viene approvato — a costo zero — prima ancora di generare un secondo di video.
Il cambio di paradigma è questo: le iterazioni costose avvengono sul testo o sullo storyboard, non sul video. Modificare un brief o un prompt è gratis. Rigenerare un video con Seedance costa crediti. Con questo workflow, quando lanci Seedance lo storyboard è già approvato — iterazioni zero.
Ricevi il playbook completo
Il Canvas pronto da aprire su Higgsfield, il prompt per generare il brief e il dettaglio dei 6 nodi. Compila in 10 secondi.
Domande frequenti
Cos'è il workflow Video Ads Cinematografici con l'AI?
È un Canvas costruito su Higgsfield che collega Claude, GPT Image 2.0 e Seedance 2.0 in un'unica pipeline di 6 nodi: dal brief del prodotto allo storyboard scena per scena, fino al video cinematografico finale. Gli unici due input richiesti sono l'immagine del prodotto e il brief creativo.
Quali strumenti servono per usare questo workflow?
Un account Higgsfield con crediti attivi per GPT Image 2.0 e Seedance 2.0, un packshot pulito del prodotto e il Creative Brief, che si genera in circa due minuti con un prompt pronto da incollare su Claude.ai.
Serve girare qualcosa per creare il video?
No. Non serve girare nulla. Il workflow parte da un'immagine statica del prodotto: Claude Opus 4.7 genera lo storyboard scena per scena, GPT Image 2.0 lo trasforma in una griglia visiva e Seedance 2.0 la anima nel video finale.
Il prodotto resta uguale in ogni scena del video?
Sì. L'immagine del prodotto funziona come Visual Truth Lock: entra come reference fisso sia nel nodo dello storyboard sia nel nodo video finale, quindi Seedance 2.0 mantiene il prodotto visivamente identico in ogni scena.
Quanto dura il video finale e in che formato viene generato?
Il video finale è in formato verticale 9:16, della durata di 12-15 secondi, con continuità di movimento tra le scene generate a partire dallo storyboard approvato.