Il database di aziende locali più aggiornato d'Italia ce l'hai già, lo apri tutti i giorni e non costa niente. Si chiama Google Maps. Il problema non è mai stato trovare le aziende: è tirarle fuori una per una, e dopo venti schede copiate a mano molli.
Perché chiederlo a un'AI non funziona
È la prova che vale la pena fare una volta sola, perché spiega tutto il resto. Chiedi a una qualsiasi AI di aprire Google Maps e darti le pizzerie di Verona. Succede una di tre cose: sbatte contro il muro del consenso cookie, oppure si mette a navigare facendo screenshot pagina per pagina per ore, oppure ti finisce i crediti a metà lista.
Google Maps non è una pagina web che si legge. È un'applicazione: i risultati compaiono mentre scorri, e prima c'è un consenso da accettare. Serve un programma che apra davvero un browser, aspetti, scorra e legga.
Per Google Maps è la differenza fra non si può e si può. Non è una questione di prompt migliori.
Due strade, e in nessuna scrivi codice
Il punto che fa scartare quasi tutti è questo: si immaginano un terminale, dei comandi e un pomeriggio perso. Non serve niente del genere. In entrambe le strade il tuo lavoro è copiare un messaggio e incollarlo a Claude, in italiano.
Se sei indeciso, parti dalla B: ci metti cinque minuti e non hai messo niente sulla macchina. Se poi ti accorgi che ottocento aziende al mese non ti bastano, passi alla A e il metodo resta identico.
Via A: un messaggio in Claude Code
L'unica cosa che installi tu è Claude Code Desktop. Poi apri una cartella nuova e incolli un messaggio che dice a Claude di prendere il progetto open source da GitHub, scaricare il motore già pronto per il tuo sistema, avviarlo e verificare che risponda.
Da lì in poi non tocchi più niente. Claude fa i passaggi uno per uno, chiedendoti il permesso prima di ognuno, e ti dice quando è pronto. Poi scrivi il secondo messaggio — categoria e città — e ti torna la tabella.
Cosa finisce davvero sul computer
Un programma di una sessantina di MB, che è il motore vero, più i componenti del browser che gli servono la prima volta. Nient'altro: nessun servizio in background, nessuna password di amministratore, niente che parta all'accensione. Non serve Docker, anche se la documentazione del progetto lo nomina ovunque: nel playbook il messaggio dice a Claude di usare il file pronto al posto suo.
La prima volta è la più lenta, perché sta scaricando. Dalla seconda parte in pochi secondi, e quando torni il giorno dopo basta chiedere a Claude di riaccendere il motore.
Via B: Apify, senza installare niente
Qui lo scraping avviene sui server di Apify, e tu lo guidi dalla chat normale di Claude. Fai l'account (gratuito, senza carta), aggiungi un connettore con l'indirizzo mcp.apify.com, autorizzi dal browser. Fatto, una volta sola.
Due vantaggi che non sono la comodità: il tuo indirizzo non tocca mai Google, quindi il capitolo sui rallentamenti qui sotto non ti riguarda; e il lavoro va avanti anche a computer spento.
Il limite è il credito. A 0,004 dollari per attività il piano gratuito vale circa 1.250 attività al mese, che scendono a circa 830 aggiungendo email e social presi dal sito. Per lavorare una città alla volta basta e avanza.
Le tre voci da non toccare sul piano gratuito
Si chiamano Business leads enrichment, Email verification e Social media profile enrichment, e costano 0,1 dollari l'una: venticinque volte la scheda base. Cinquanta attività con quelle accese e il credito del mese è finito. La più insidiosa è la terza, perché il nome fa pensare che serva a trovare i profili social — ma quelli arrivano già dall'arricchimento contatti, che costa un millesimo.
Ricevi il PLAYBOOK completo per estrarre Lead da Google Maps con Claude
I due messaggi da incollare parola per parola, come si scrive la ricerca, le trappole di costo e la checklist GDPR prima di contattare. Compila in 10 secondi.
Come si scrive la ricerca giusta
È il pezzo che decide la qualità della lista, e quasi nessuno ci pensa. Il motore cerca esattamente quello che cercheresti tu nella barra di Maps: se la richiesta è sbagliata, lo strumento non c'entra.
La differenza fra le due strade
Nella Via A la città va dentro la frase: «idraulici a Torino». Nella Via B la categoria va da sola e la città in un campo suo: categoria «idraulico», località «Torino, Italia». Scriverla in entrambi i posti peggiora i risultati — ed è l'errore che fa perdere più tempo a chi passa da una strada all'altra.
- Usa la parola che usa Google, non quella del tuo settore. «Studio dentistico» e «dentista» restituiscono insiemi diversi. «Consulente aziendale» dà poco, «commercialista» dà tutto.
- Meglio cinque ricerche strette che una larga. «Ristoranti a Napoli» si esaurisce in fretta; pizzeria, trattoria e ristorante di pesce coprono molto di più.
- Nelle città grandi, spezza per zona. Milano non si copre con una ricerca sola.
- Chiedi tutto in un colpo solo. Cinque richieste separate una dietro l'altra sono il modo più rapido per farsi rallentare.
Gli otto campi che contano
Il motore tira su 34 colonne. Ventisei non le userai mai per contattare qualcuno: coordinate, codici interni, orari, foto. Quelli che servono sono otto: nome, telefono, email, sito, categoria, indirizzo, voto medio e numero di recensioni.
L'email è l'unica non garantita, perché viene trovata visitando il sito dell'attività. Stessa cosa per Instagram, Facebook e LinkedIn: Maps non li contiene, si leggono dal sito, e la copertura è parziale — indicativamente fra il 40 e il 70 per cento.
Come si qualifica una lista con due sole colonne
Incrocia il numero di recensioni con la presenza del sito. Tante recensioni e nessun sito è l'attività che lavora bene ma è indietro sul digitale: il lead migliore in assoluto se vendi siti, marketing o presenza online. Tante recensioni e sito curato non è un contatto da freddo, è un potenziale partner. Poche recensioni e nessun sito: verifica prima di spenderci una telefonata.
Se i risultati si assottigliano
Riguarda solo la Via A, perché lì le richieste arrivano a Google dalla tua connessione. Se spingi troppo, Google può rallentarla temporaneamente: si sblocca da solo in qualche minuto o qualche ora, e l'account Google non viene toccato.
I segnali sono tre e sono inequivocabili: ricerche che falliscono senza motivo, risultati improvvisamente vuoti, oppure la stessa identica ricerca che ieri dava ottanta righe e oggi ne dà sei. La reazione giusta è sempre la stessa: fermarsi e riprovare più tardi.
Per non arrivarci: una ricerca alla volta, si parte sempre da profondità 5, e mai lasciare una raccolta automatica che gira ogni notte. Con la Via B il problema non esiste.
Le regole prima di contattare
Questa è la parte che tutti saltano, ed è quella che costa. Sono due questioni separate, e vanno tenute separate.
Verso Google: estrarre dati da Maps è contrario ai suoi termini di servizio. La conseguenza pratica è il rallentamento temporaneo, non un'azione legale. Ma tre cose valgono sempre: volumi bassi, risultati trattati come contatti da verificare e non come un archivio, e mai rivendere i dati grezzi.
Verso le persone: telefoni ed email sono dati personali ogni volta che si riferiscono a una persona fisica. Nel B2B italiano succede quasi sempre — ditte individuali, professionisti, studi, indirizzi nome.cognome@. Un info@ di una S.r.l. è più tranquillo, ma è la minoranza delle righe.
La regola italiana che costa più di tutte
Prima di chiamare un numero per motivi commerciali va verificato sul Registro Pubblico delle Opposizioni, che dal 2023 comprende anche i cellulari. Chiamare un numero iscritto è una violazione diretta, e su questo il Garante ha già sanzionato pesantemente. Nel dubbio: usa la lista per capire chi vale la pena contattare, e tieni il telefono per chi ti ha già risposto altrove.
Prima di scrivere a chiunque servono comunque base giuridica documentata (per il B2B di solito il legittimo interesse, valutato per iscritto prima), informativa entro la prima comunicazione, opt-out funzionante e una lista di esclusione ricontrollata a ogni invio. Nel playbook trovi la tabella completa.
La regola che riassume tutto: una lista scaricata non è un permesso di contattare, è materiale grezzo. Il lavoro vero — verificare, dividere, scrivere un primo messaggio pertinente — è quello che separa il contatto utile dallo spam. Ed è anche quello che ti protegge, perché un messaggio evidentemente mirato regge una contestazione molto meglio di un invio identico a tremila indirizzi.
Domande frequenti
Serve saper programmare per estrarre lead da Google Maps?
No, in nessuna delle due strade. Nella prima apri Claude Code Desktop e incolli un messaggio scritto in italiano: Claude scarica quello che serve, lo avvia, verifica che funzioni e poi ti chiede categoria e citta. Nella seconda colleghi Apify a Claude come connettore e chiedi in chat. In entrambi i casi non scrivi una riga di codice e non usi il terminale.
Che cosa devo installare?
Per la strada in locale, solo Claude Code Desktop. Tutto il resto lo scarica Claude al posto tuo, chiedendoti il permesso a ogni passaggio: un programma di una sessantina di MB e i componenti del browser che gli servono la prima volta. Non serve Docker, non serve una password di amministratore e non serve nessuna chiave API. Per la strada in cloud non installi niente: basta un account Apify gratuito, senza carta.
Quanto costa?
La strada in locale non ha costi ricorrenti e non ha un tetto: il programma e open source con licenza MIT e gira sul tuo computer. La strada in cloud ha un credito gratuito mensile che vale circa 1.250 attivita, o circa 830 se aggiungi email e social presi dal sito. Vanno evitati tre add-on che sul piano gratuito costano venticinque volte la scheda base.
Perche non posso chiedere direttamente a ChatGPT o a Claude di leggere Maps?
Perche Maps non e una pagina web, e un'applicazione: i risultati compaiono mentre scorri e prima c'e un consenso da accettare. Un'AI che ci prova o sbatte contro il muro dei cookie, o naviga facendo screnshot pagina per pagina per ore, e in entrambi i casi ti consuma i crediti e ti lascia una lista a meta. Serve un programma che apra davvero un browser, scorra e legga.
Rischio che Google mi blocchi l'account?
No. Con la strada in locale al massimo Google puo rallentare temporaneamente la tua connessione, per minuti o ore, e l'account non viene toccato. I segnali sono tre: ricerche che falliscono, risultati vuoti, oppure la stessa ricerca che ieri dava ottanta righe e oggi ne da sei. La reazione giusta e fermarsi e riprovare piu tardi. Con la strada in cloud il problema non esiste, perche non e la tua connessione a parlare con Google.
La ricerca si scrive allo stesso modo nelle due strade?
No, ed e la differenza che fa perdere piu tempo a chi passa dall'una all'altra. Nella strada in locale la citta va dentro la frase: idraulici a Torino. Nella strada in cloud la categoria va da sola e la citta in un campo suo: categoria idraulico, localita Torino, Italia. Scrivere la citta in entrambi i posti peggiora i risultati.
Quali dati escono per ogni attivita?
Il motore cattura fino a 34 colonne, ma per contattare qualcuno ne servono otto: nome, telefono, email, sito, categoria, indirizzo, voto medio e numero di recensioni. L'email non e garantita perche viene cercata sul sito dell'attivita, e molte non la pubblicano. Anche i social arrivano dal sito, quindi la copertura e parziale, indicativamente fra il 40 e il 70 per cento.
Fare scraping di Google Maps e legale in Italia?
Sono due questioni separate. Verso Google e contrario ai suoi termini di servizio, e la conseguenza pratica tipica e il rallentamento temporaneo della connessione. Verso le persone, telefoni ed email sono dati personali quando si riferiscono a una persona fisica, e nel B2B italiano succede quasi sempre: servono base giuridica documentata, informativa entro la prima comunicazione, opt-out funzionante e lista di esclusione. Per il telefono serve in piu la verifica sul Registro Pubblico delle Opposizioni, che dal 2023 comprende anche i cellulari.